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Wyeth Lederle S.p.a.

 

 

progetto di  intervento di sostegno psicologico a pazienti psoriasici

  

“La malattia può arrestare il nostro cammino, ma può anche indirizzarlo diversamente;  perché ciò accada è necessario che troviamo ascolto alle nostre difficoltà e siamo disponibili ad incontrare e a diventare noi stessi compagni di viaggio. Il processo talvolta non è facile e richiede il supporto di un compagno di viaggio che aiuti il paziente a riavvicinarsi alla propria ferita, la malattia, e che lo renda disponibile a riprendere la vita”

 

Introduzione

Numerosi studi evidenziano che la psoriasi, malattia infiammatoria cronica geneticamente determinata, è fortemente influenzata da fattori ambientali fra i quali gli stress emotivi giocano un ruolo significativo(1).  Inoltre la malattia determina profonde alterazioni del vissuto quotidiano dei pazienti con pesanti ricadute in tutti gli ambiti relazionali. La cute, il sistema immunitario, il sistema nervoso centrale e periferico appaiono quindi non più indipendenti ma profondamente compenetrati, tanto che diventa difficile stabilire quali siano le “responsabilità”  dell’uno e dell’altro nella genesi e nella modulazione della malattia e nelle sue ricadute sulla qualità di vita dei pazienti(2-4).

L’ipotesi più accreditata oggi è quella che vede nell’insorgere della  psoriasi la concomitanza di fattori organici, ambientali e stress psico/emotivi. 

Diversi studi hanno cercato di valutare se particolari caratteristiche di personalità avessero una qualche influenza nell’eziologia della malattia;  alcuni ricercatori hanno ritenuto di poter definire una “tipica” personalità psoriasica(5) ma, in seguito, questa ipotesi è stata contestata ed oggi si è raggiunto un generale accordo nell’affermare che non è possibile individuare una particolare e ben definita “personalità psoriasica”.  Ciò nonostante molti concordano nel delineare alcuni tratti psicologici che accomunano i pazienti psoriasici quali forte ansietà, affettività repressa ed immaturità affettiva(6) associati ad una chiusura in se stessi ed una bassa autostima(7)

E’ quindi evidente che questi pazienti portano interiormente una sofferenza psicologica tale che di per se’ può essere un fattore di aggravamento della malattia tanto che, come recentemente dimostrato, interventi di riduzione dello stress basati sulla meditazione migliorano gli esiti del trattamento fototerapico in termini di rapidità di remissione delle lesioni(8). Anche interventi di tipo più prettamente psicologico anche di diversa natura (sostengo psicologico individuale(9), approccio cognitivo-comportamentale(10), gruppi di auto-aiuto(11) hanno dimostrato di apportare notevoli benefici ai pazienti.

E’ quindi evidente che il paziente psoriasico può essere compiutamente aiutato solo in un ambito sistemico unitario ove si  evidenzia la necessità di un sostegno alla persona che possa andare da un intervento di counseling fino ad un intervento di tipo psichiatrico rivolto a pazienti con patologie maggiori.

Seguendo questo filone proponiamo di attuare un progetto di sostegno psicologico ad un gruppo di pazienti psoriasici allo scopo di:

1)     Aiutare i pazienti a verbalizzare ed analizzare il vissuto per  migliorare la comprensione e l’accettazione della malattia rispetto a se stessi e al rapporto con gli altri.

2)     Valutare se il sostegno psicologico migliora la qualità di vita dei pazienti.

 

Progetto di intervento

Il progetto prevede di fornire sostegno psicologico ad un gruppo di 20 pazienti affetti da  psoriasi di età compresa fra 18 e 60 anni.  Ai pazienti che accetteranno di  entrare nel percorso di sostegno verranno inizialmente somministrati 3 test:

1)     Due test di valutazione della qualità di vita (DLQI e Skindex29).

2)     Test di valutazione generale della struttura di personalità (“Questionario di Clinico di Personalità©” sviluppato da Prevenire è Possibile)

 

La somministrazione dei test di qualità di vita in ingresso ha lo scopo di ottenere una misura quanto più possibile oggettiva del grado di “disturbo” che la malattia arreca ai pazienti al momento dell’inizio del percorso di sostegno.

La somministrazione del “questionario clinico di personalità©” (12), ha lo scopo di aprire il percorso di conoscenza interiore e relazionale del paziente al fine di iniziare un dialogo narrativo con il suo vissuto di malattia. Il questionario infatti non è un test diagnostico ma offre l’apertura di un processo di dialogicità che, nella direzione delle scoperte della medicina narrativa[1] (13), tende a costruire il modello di relazione appropriata con quel paziente. Prima ancora del metodo di lavoro e di sostegno o di psicoterapia da attuare, in concomitanza con l’uso dei farmaci, con il paziente è infatti indispensabile comprendere l’approccio comunicativo e relazionale con lui.

Il questionario ed i test di personalità verranno analizzati e riconsegnati ai pazienti mediante colloqui individuali, durante i quali verranno ulteriormente definite le caratteristiche salienti di personalità.

Sulla base dei test e del colloquio i pazienti verranno indirizzati verso due tipologie di sostegno:

1)     Una serie di colloqui personali con psicoterapeuta seguiti da ulteriori colloqui di sostegno e rinforzo con Counselor relazionale

2)     Gruppi di sostegno condotti da psicoterapeuta e counselor relazionale

Alla fine del percorso ai pazienti verranno nuovamente somministrati i i test DLQI e Skindex29 per valutare se il sostegno fornito ha determinato oggettive variazioni nella qualità di vita.

Durata del progetto

La durata prevista del progetto è di un anno

Bibliografia

 

  1. Nadalini L, Barba A, Bravi E, et al. Eventi stressanti e funzione del ricovero nei pazienti psoriasici degenti. G Ital Dermatol Venereol 1999;134:427-433

  2. Russo Pm Ilchef R. Cooper AJ. Psychiatric morbidity in psoriasis: A review. Austral Journ Dermatol 2004;45:155-161

  3. Vardy D, Besser A, Amir M et al. Experience of stigmatization play a role in mediating the impact of disease severity on quality of life in psoriasis patients. Br J Dermatol 2002;147:736-742

  4. Mukhtar R, Choi J, Koo JY. Quality of life issue in psoriasis, Dermatol Clini 2004;22:389-395

  5. Panconesi E. Psychosomatich dermatology in: Panconesi E. editor: Stress and disease :psichosomatic dermatology. Clin. Dermatol. Philadelphia: Lippincott 1984:2:4

  6. Bassi R., Rubino IA, Zanna V.: Disturbi di personalità e sintomi psichiatrici nella psoriasi. Giorn. Ital. Dermatol. E Venereol: 1996; 131:235-39

  7. Moia A. La psoriasi. Luci ed ombre. La Pelle. Ottobre 2004

  8. Kabat-Zinn J, Wheeler E, Light T, Skillings A, et al . Influence of a mindfulness meditation-based stress reduction intervention on rates of skin clearing in patients with moderate to severe psoriasis undergoing phototherapy (UVB) and photochemotherapy (PUVA). Psychosom Med. 1998 Sep-Oct;60(5):625-32 )

  9. Jonckeere P, Bourlond, N Grazian. The bifocal approach to psoriasis. A dermatological and psychological combined treatment study of 50 patients. G Ital Dermatol Venereol 2000;135:139-145

  10. Fortune DG, Richards HL, Kirby B, Bowcock S, Main SJ, Griffiths CEM A Cognitive-behavioural symptom amnagement programme as an adjunct in psoriasis therapy. Br J Dermatol 2002;146:458-465

  11. Sculte MB, Cormane RH, Van Dijk E, Wuite J Group therapy of psoriasis. Duo formula group treatment (DFGT) as an example. J Am Acad Dermatol 1985; 12:61-66

  12.  Masini V.: Dalle emozioni ai sentimenti. pp130-132 Edizioni Prevenire è Possibile, 2001

  13.  Masini V., Medicina Narrativa, Angeli, 2005.

  14. Prochaska J.O., Di Clemente C., (1982), Transteoretical Therapy: Toward a More Integrative Model of Change, in Psycotherapy: Theory, Research and Practice, n.19.

  15. Prochaska J.O., Norcross J.C, (1999), Systems of psychotherapy: a transteoritical analysis, Brooks/Cole P.C., Pacific Grove, Ca.

 

 


 


[1] La narratività in medicina non è solo una anamnesi più accurata ma non è nemmeno una leziosa ed estenuante ricerca di particolari biografici; implica un diverso modo di intendere ciò che è rilevante; la narratività conduce alla co-costruzione del significato ma non è l’unica via per addivenire ad un senso condiviso; la narratività è un modello “nuovo” in medicina ma non nelle scienze umane, anzi queste ultime hanno il compito di indirizzare la narrative medicine verso la ricerca delle aree bonificate da deviazioni metodologiche e verso strumenti di analisi qualitativa valicati (13)

 

[2] Il modello maggiormente accreditato dei processi di cambiamento elaborato da Proshaska e Norcross, pone come questione essenziale la differenziazione delle strategia psicoterapeutiche individuali o delle forme di sostegno gruppale a seconda della caratteristiche dei pazienti.