ASSOCIAZIONE IL FARO DI SORA
PROGRAMMA DEI MODULI
FORMATIVI PER ARTIGIANATO EDUCATIVO E CONDUZIONE DI GRUPPO DI INCONTRO
1) L’artigianato educativo
L’individuazione dei bisogni
educativi del singolo soggetto è solitamente affidata alla intuizione
dell’educatore che predispone un piano educativo sulla base delle attività
che possono essere proposte sia sul piano della prevenzione primaria che
secondaria.
Il metodo di lavoro di Prevenire
è Possibile propone il lavoro mirato ai bisogni del soggetto cercando di
individuare:
1.
Il tipo di disagio e di bisogno educativo del singolo (Povertà affettiva,
mancanza di autostima, mancanza di motivazione, mancanza di responsabilità,
mancanza del senso dei limiti, eccesso di reattività e di aggressività,
eccesso di controllo per predisporre itinerari educativi capaci di trasmettere i
valori necessari al superamento del disagio per la armonizzazione della
personalità. Ciò anche attraverso le tradizionali attività ricreative,
ludiche, sportive e di animazione.
2.
Itinerari
educativi I percorsi di analisi dei bisogni educativi (che può
essere applicato a diversi tipi di soggetti indipendentemente dall’età e
dalle oggettive condizioni) consente di indirizzare verso una attività o
un’altra a seconda degli obiettivi da raggiungere. (Ad es. Il soggetto deve
imparare a divertirsi ed ad avere maggiore capacità comunicativa o invece deve
imparare a concentrarsi? Meglio l’attività teatrale o la fotografia? Meglio
uno sport di squadra o una competizione individuale?).
3.
Descrizione delle tipologie. Le
tipologie del disagio, per come sono descritte da Prevenire è possibile
(ansiosi, ruminanti, deliranti, sballoni, apatici, invisibili e adesivi)
offrono quadri di interpretazione del disagio verificabili attraverso il
Questionario di Artigianato Educativo e successivi modelli di percorso
educativo.
4.
La
teoria dell'empatia. La teoria dell'empatia nell'ottica proposta da
Edith Stein e la descrizione delle tipologie di relazione presenti nella nostra
vita quotidiana e schema tripartito di attribuzione della tipologia di relazione
a contenti di animazione, apprendimento e incontro. Sperimentazione
dell'interpretazione del vissuto altrui secondo le modalità dell'empatia
5.
Il questionario di artigianato educativo. Il questionario ha lo scopo di
fornire strumenti per la comprensione e di interpretazione del modo di essere
dei soggetti. Si presenta cioè come una pista attraverso la quale attuare una
migliore conoscenza di sé e delle proprie capacità relazionali. Il
questionario viene interpretato collettivamente per apprendere l'utilizzo
2)
La distribuzione delle personalità nel gruppo
A
seguito dell'individuazione delle tipologie personali verranno offerti strumenti
per comprendere le dinamiche relazionali in gruppo e le sequenze di interazione
attraverso lo studio di:
1.
Le relazioni con gli affini elettivamente. Nell'incontro con altre persone ciascuno
percepisce quanto l'altro può rappresentare per lui e come, attraverso la
relazione, sia possibile acquisire modalità di vita, valori ed atteggiamenti su
cui ciascuno è carente. L'incontro tra le diversità diventa così scoperta ed
attuazione delle personali affinità ed occasione di crescita
2.
Le relazioni con gli opposti. Le difficoltà relazionali insorgono quando si attua
una relazione con modelli di vita e di valori che sentiamo opposti ai nostri. Si
tratta di soggetti che ci bloccano, o ci manipolano, o ci opprimono o ci
avvolgono o sono troppo apatici per le nostre disposizioni attuali. Spesso
rivediamo in loro caratteristiche che ci ricordano altri momenti della nostra
vita o persone che ci hanno ferito. La relazione con gli opposti è problematica
e può diventare possibile solo attraverso la comprensione del loro punto di
vista sulla realtà. Spesso la relazione tra opposti, ove non cresca la
comprensione reciproca, diventa confliggente e si blocca.
3.
Le relazioni con i simili. Si tratta di coloro che sono simili a noi e con i quali
entriamo immediatamente in risonanza. Sovente però rinforzano i nostri copioni
e ci impediscono di crescere.
4.
Le possibilità di conciliazione tra tipi. Per conciliazione si intende la
costruzione di una base relazionale comune. Al contrario della riconciliazione
che è invece un esercizio di disposizione relazionale molto più complesso
perché deve essere attuata nel caso dell'innesco del conflitto. Il ruolo del
paciere e il ruolo del mediatore
3)
La conduzione dei gruppi
Il
gruppo di incontro è una unità di relazione in cui i partecipanti imparano a
relazionarsi l'un l'altro sulla base dei vissuti empatizzati su cui esercitare
confronto circa le personalità incentrate su una o più emozioni di base
(rabbia, vergogna, apatia, superbia, avarizia difensiva, slancio affettivo
superficiale, tensione all'ingordigia affettiva). Ad esse vengono contrapposte
le vie per l'acquisizione educative delle virtù interiori e relazionali
indispensabili per il superamento di tali fissità dei copioni personali e cioè,
rispettivamente: la calma e la pace interiore, l'autostima, la motivazione,
l'umiltà, la generosità e la tolleranza, la coerenza, la capacità di
accontentarsi.
1.
Le 10 regole base per la
conduzione del gruppo di incontro. Il ciclo
di vita del gruppo di incontro e le sue dinamiche evolutive.
2.
L'organizzazione, la gestione e
la conduzione di un gruppo di incontro. La capacità di empatizzazione del vissuto altrui e la capacità di lettura dei
copioni e della elaborazione di un progetto educativo di cambiamento
3.
L'interpretazione dei "climi
sociali" e delle personalità collettive di gruppo e di classe sia
connesse a gruppi di lavoro e animazione, che a gruppi di apprendimento e
formazione, sia a gruppi di relazionalità spontanea
e di incontro.
4.
Elementi di teoria dei gruppi utili a distinguere le
tipologie di gruppo di animazione,
gruppo di formazione e gruppo di incontro
e le diverse dinamiche presenti oltreché le divergenti finalità di questi
orientamenti di gruppo. Le regole di conduzione del gruppo di formazione e del
gruppo di animazione e lavoro e la scelta delle metodologie a seconda dei
contesti.
5.
Itinerari di uscita dal disagio: esperienze,
contesti, occasioni, relazioni
4) Gli strumenti applicativi nei diversi contesti
(scuola, associazione, famiglia e comunità) (I CONTENUTI DI QUESTO MODULO
SARANNO SVOLTI ALL'INTERNO DEGLI ALTRI QUATTRO A SECONDA DELLE PREFERENZE DEI
CORSISTI)
1.
L'interpretazione delle personalità collettive di classe e
individuazione dell'intervento educativo idoneo sullo specifico clima
relazionale della classe e consulenza ai consigli di classe sulla tipologia
della classe (la classe fallita, la classe
confliggente, la classe amorfa, la classe costruttiva).
2.
Modelli di scuola genitori articolate mediante gruppi di incontro o
gruppi di formazione interattiva. Analisi delle tipologie famigliari (la
famiglia effusiva, la famiglia difensiva, la famiglia comunicativa, la famiglia
iperprotettiva, la famiglia affettiva, la famiglia oppressiva) e modelli
di intervento sulle diverse tipologie. La
conciliazione e le tipologie famigliari. Lo sviluppo delle relazioni simboliche
di maternità e di paternità
3.
Modelli di interpretazione delle tipologie di personalità collettiva
all'interno del Terzo Settore (associazionismo, volontariato non registrato, self help, volontariato
nei servizi, volontariato registrato, cooperazione) e dinamiche
relazionali interne e di rete esterne. Cultura del lavoro sociale e formazione
organizzativa
4.
Interpretazione dei modelli di comunità e casa famiglia (ctà
di accoglienza, educativa, di lavoro, terapeutica, di vita). Eccesso di
affiliazione e carenza di affiliazione. Efferverscenza di stato nascente e
istituzionalizzazione delle strutture. Modelli di organizzazione e tipologie di
bisogni. Ciclo di vita delle esperienze.
5.
Modelli di intervento nelle aree a rischio ed itinerari per giovani e
famiglie. La ricerca intervento, la sensibilizzazione, la motivazione alla
partecipazione a gruppi.
Programma, articolazione e costi
I
diversi moduli su cui si articola la formazione saranno sviluppati a seconda
dell'interesse e della rispondenza dei partecipanti. Ciò significa che potranno
essere approfonditi alcuni temi piuttosto che altri a seconda del grado di
adesione dei soggetti in formazione e dello sviluppo dei loro bisogni formativi.
A
tal fine si invitano i partecipanti alla lettura approfondita dei temi del
programma ed ad indicare le aree del loro interesse e/o disinteresse alle
diverse tematiche